Rinoplastica

Durata dell’intervento

L’intervento di Rinoplastica dura da un minimo di 40 minuti sino a 2 ore, in day hospital; in molti casi, il chirurgo plastico richiede 1 notte di degenza.

Tecniche chirurgiche

Esistono diverse tecniche chirurgiche di Rinoplastica per ottenere l’effetto desiderato, è quindi fondamentale che tu esprima chiaramente cosa desideri modificare, in modo che, dopo averne discusso con il chirurgo/otorino plastico, possa scegliere insieme a lui la tecnica più appropriata per il caso specifico.
L’intervento di Rinoplastica è molto meno doloroso che in passato.
La Rinoplastica non lascia cicatrici visibili, perché nella maggior parte dei casi le incisioni vengono effettuate all’interno del naso.
E’ necessario ricorrere a piccole e praticamente invisibili cicatrici esterne solo nel caso di rimodellamento delle narici o se si effettua una Rinoplastica aperta. La Rinoplastica aperta, sebbene più complessa tecnicamente, consente un livello di precisione molto più alto, poiché, di fatto, le strutture nasali possono essere modificate sotto controllo visivo.
La scelta tra Rinoplastica tradizionale chiusa e Rinoplastica aperta dipende sia dalle preferenze del chirurgo plastico, che dal tipo di correzione che si desidera effettuare. Il rimodellamento del profilo avviene “su misura”, dopo un attento studio dei parametri e dell’armonia facciale. Il miglioramento si ottiene mediante la riduzione ed il rimodellamento dello scheletro cartilagineo ed osseo, intervenendo dall’interno delle narici, senza lasciare cicatrici visibili.

Dove si praticano le incisioni

Nella maggior parte dei casi, le incisioni vengono effettuate all’interno del naso, e quindi sono invisibili dall’esterno. In alcuni casi, può essere necessaria una piccola incisione nella striscia di pelle che separa le narici, detta columella. La cicatrice risulterà quasi invisibile dopo poco tempo. Questa tecnica (Open Rhinoplasty) è la metodica più aggiornata di intervento al naso; in taluni soggetti, determina però un maggior gonfiore, seppur limitato ai primi 2/3 giorni, del naso e viene quindi utilizzata soprattutto per casistiche di punta larga, naso “a patata”, asimmetrie della punta, rinoplastiche secondarie.

Naso gibboso

La presenza dell’inestetica “gobba” (che può essere cartilaginea, o osseo/cartilaginea) è la responsabile del profilo aquilino. Per rimodellare armoniosamente il naso, si incide tra la cartilagine alare e la cartilagine triangolare, si pratica lo scollamento del dorso e si asporta l’eccesso di cartilagine e gli eventuali spigoli ossei.

Difetti alla punta

Se la punta del naso è larga o prominente, si asporta o recide una porzione di cartilagine alare. Le tecniche più aggiornate prevedono l’uso della rinoplastica aperta e la stabilizzazione delle cartilagini con piccoli punti riassorbibili. Questi metodi sono particolarmente efficaci nel trattamento delle punte larghe e bulbose. In alcuni casi, è possibile intervenire sulla punta, senza modificare il resto del naso. Se carnosa, si asporta il grasso in eccesso.

Narici larghe

L’ipertrofia viene corretta asportando un cuneo cartilagineo-cutaneo alla base della cartilagine alare.

Columella procidente o deviata

Se l’angolo che rifinisce il naso è procedente, si asporta un segmento del setto membranoso; se deviato, si restringe la cavità narinale attraverso una Z-plastica eseguita alla base della columella.

Deviazione del setto

Se ci sono dei problemi respiratori causati da deviazioni del setto nasale, o aumento delle dimensioni dei turbinati, si procede alla Settoplastica e/o alla Turbinectomia (asportazione o riduzione dei turbinati): la Settoplastica consiste nel riposizionamento del setto cartilagineo ed osseo, e, se necessario, nella parziale escissione delle parti deviate.